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Scritto on 15 Gen 2014 in In evidenza, Marathon | 0 commenti

Gianni Sasso è uno stato d’animo

Gianni Sasso è uno stato d’animo

Il talentuoso Graziano Petrucci, ischitano doc, racchiude in questo bellissimo articolo (pubblicato sul Corriere dell’Isola) sensazioni e complimenti che non possono che emozionarmi e inorgoglirmi.

putignano

“Ogni volta che mi capita di vederlo mi sembra quasi alieno, eppure è un uomo. L’ho incrociato spesso con lo sguardo mentre gli occhi timidamente si scambiavano un saluto. In auto poi, in cui passiamo la maggior parte del tempo senza rendercene conto, m’è capitato di correre e sudare assieme a lui. Una parte di me al volante mentre l’altra di fianco alla figura tesa dell’atleta. Ne ho condiviso il respiro affannoso, nell’aria umida d’inverno o in quella afosa d’estate. Ho spartito la fatica, mentre ho potuto soltanto immaginare lo sforzo delle braccia sulle stampelle a compensare l’assenza del suo arto. Ogni volta l’ho esortato ad andare avanti col grido muto del pensiero e la passione nello stomaco, mentre la solita domanda prendeva posto nella mia mente: “Come fa?“. Chi non s’è meravigliato della volontà di Gianni Sasso che ha fatto della sua limitazione la consuetudine. La normalità, poi, rispetto a cosa si misura? M’è capitato una volta di vederlo cadere sulla strada scivolosa, rialzarsi e riprendere il ritmo sotto la pioggia. Gamba e stampelle, ognuno col suo passo mentre le grida dei passanti annunciavano la ripresa di uno scatto quasi felino. Chi non ha mai visto tracciata sulla sua faccia l’inflessibile concentrazione. Convivere nel disegno del suo volto la certezza di riuscire a superare il proprio limite e l’immancabile spettro della sconfitta. Chi non s’è sentito, anche solo per un momento, debole, sommerso dalla paura e dal dubbio di non riuscire a farcela, come lui, in una situazione simile. Le vittorie, i record, sono merito della caparbietà di questo ragazzo, non c’è dubbio. Forse, in minima parte, pure di chi ha tifato per lui. Gianni Sasso rappresenta la metafora che specie nelle avversità è possibile trovare un nuovo equilibrio. Che c’è sempre, se si vuole davvero, la ricetta per cambiare metodo e fare nuove cose. Una capacità che gli isolani hanno perduto: non sanno più muoversi, immaginare, raggiungere scopi. Se solo avessimo un poco della volontà di Gianni Sasso.”

di Graziano Petrucci