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Scritto on 20 Dic 2013 in Triathlon | 0 commenti

Un 2013 di successi guardando al Rio2016

Un 2013 di successi guardando al Rio2016

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E’ stata una stagione agonistica molto importante quella per il paratriathlon Italiano, con successi internazionali e con tante novità in campo nazionale, ce ne parla il DT del settore Simone Biava che presenta anche le linee guida dell’attività e indica gli appuntamenti agonistici più significativi della stagione.

“Indubbiamente è stato un buon anno, la storica medaglia d’oro vinta ai Campionati Mondiali da Michele Ferrarin è la ciliegina sulla torta che l’Italia del paratriathlon ha saputo “gustarsi” in questo secondo anno di attività. Sentire risuonare l’inno di Mameli a Trafalgar Square è stata una grande emozione, che ripaga di tanto lavoro. Ripercorrendo questo 2013, altri momenti indimenticabili sono stati quelli vissuti ad Alanya (Campionati Europei). Dove abbiamo vinto altre medaglie: Gianni Sasso (bronzo), Alessandro Colombo (bronzo), Andrea Bozzato (argento), Maurizio Romeo (bronzo), Andrea Devicenzi (argento) e Michele Ferrarin (oro) questi risultati ci hanno permesso di balzare al terzo posto del medagliere della manifestazione” – sono le prime considerazioni del DT del Paratriathlon Simone Biava.

Qual è il termometro del movimento Italiano a due anni dall’istituzione del settore?
“L’intero movimento sta crescendo molto, sotto tanti punti di vista: abbiamo disputato il primo campionato Italiano a Lido delle Nazioni, coprendo 10 categorie su 14. La presenza di nuovi paratriatleti conferma che il lavoro di ‘reclutamento’ sta dando i suoi frutti; l’aspetto della promozione deve essere un tassello cardine per il quadriennio, serve investire in questa direzione. Grazie al lavoro di Neil Mecleod, per il 2014 porteremo avanti diverse iniziative per promuovere l’attività del paratriathlon in Italia, tra cui IPS Italian Paratriathlon Series, una serie di prove dedicate al paratriathlon con una classifica finale. Credo però, che la notizia più importante per il 2014 è ospitare in Italia e precisamente al Lago d’Iseo, una tappa del world Paratriathlon, per intenderci la WTS del paratriathlon. Questa gara sarà una grande opportunità per tutto il triathlon Italiano e spero che a questa manifestazione sia data la massima attenzione, che un evento di tale portata merita.”

Nuovi regolamenti ITU stanno per entrare in vigore, cosa cambierà?
“Da quest’anno si riparte con un nuovo sistema di classificazione, e di fatto, la volontà da parte di ITU di creare un movimento orientato al professionismo questa visione “anglosassone” porta un divario importante tra nazioni con budget e culture diverse in tema di disabilità. Sarà molto complicato allo stato, poter qualificare qualche atleta azzurro a Rio 2016”.

Puoi dirci di più?
“A Rio 2016 probabilmente ci saranno solo 30 posti per tre categorie per genere e tutti gli atleti sarannoconcentrati in 3 macro categorie: sitting, standing, visual. Se per le categorie sitting e visual si farà riferimento pressoché alle attuali categorie Tri 1 e Tri 6, per gli standing la situazione sembra ancora essere in alto mare. Investire nelle categorie TRI 1 significa pensare di viaggiare per le varie tappe continentali con 3 mezzi (handbike, weelchair e carrozzina per deambulare), oltre ad avere una persona di assistenza, e la stessa cosa avviene per la categoria Tri6 dove trasportare tandem e avere una guida risulta molto costoso ed di appannaggio delle Nazioni più abbienti, che attualmente occupano i primi posti del rank”.

Quali sono gli obiettivi della prossima stagione?
“Il paratriathlon Italiano nella prossima stagione cercherà di confermare e ‘rilanciare’ i successi agonistici conquistati in campo internazionale. Ma il principale obiettivo come detto, sarà quello di mettere gli atleti competitivi in ambito internazionale nella migliore condizione per giocarsi fino in fondo la possibilità di qualificarsi per Rio 2016. Contestualmente alla crescita del settore agonistico, daremo molta attenzione alla propaganda tramite il reclutamento e la ricerca del talento, l’organizzazione delle gare ed appuntamenti tecnici  mensili su vari focus dedicati sia all’attività di base (PIT) che agli atleti di alto livello”.